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lunedì 29 giugno 2015

Tolleranza Tocca Quota 350!!!

Ieri sera, in una botta di spirito creativo, sono arrivata a scrivere la pagina n. 350 del manoscritto di Tolleranza, un romanzo fantasy storico ambientato nel 1781, quando Giuseppe II d'Austria stava emanando le Patenti di Tolleranza che eliminarono, almeno sulla carta le discriminazioni a cui fino a quel momento erano stati soggetti ortodossi, protestanti ed ebrei, nonostante l'opposizione del Papa in persona.

Questa sarebbe gia' una storia  bellissima di per se'. Io ci ho solo infilato re degli elfi con pretese territoriali, inquisitori, agenti segreti papali, vampiri, coboldi dalla forte etica del lavoro, dottori illuministi, studenti di medicina dediti alle Arti Oscure e, tanto per chiudere in bellezza, la Creatura...


Ed eccovi una panoramica di tutto quello che ho scritto per Tolleranza.
E' un sacco di roba, no? E non e' ancora finita!

Rimanete sintonizzati, per altre notizie sul '700!

sabato 20 giugno 2015

In Realta' E' Tutta Colpa di Mia Nonna

All'inizio di quella genialata di film che e' "The Grand Budapest Hotel", la voce narrante dell'Autore dice che la maggior parte delle volte gli scrittori non inventano le loro storie, ma che spesso invece sono le storie a trovare loro perche' le persone sono piu' inclini a raccontare le loro vicende ad uno scrittore.

Se non l'avete guardato, fatelo. E' geniale.
 In realta', secondo me, le storie trovano tutti.
La differenza e' che lo scrittore, o il narratore piu' in generale, sa farne tesoro e dar loro nuova vita, mentre le persone normali le sprecano, lasciandole morire.

Nella mia famiglia sono sempre circolate parecchie storie pazze e a volte palesemente inventate su bisnonni e trisnonni che nessuno aveva mai conosciuto.

Mio padre era uno dei principali spacciatori di aneddoti su antenati bizzarri.
C'era un trisnonno napoletano, che leggenda vuole calzolaio per l'ultimo re Borbone di Napoli, costretto ad emigrare in Brasile per via delle intemperanze del cognato anarchico.
C'era un'ereditiera marsigliese, scappata col giardiniere con estremo scorno della famiglia.
C'erano un ingegnere ferroviario di Treviso e la sua moglie Cimbra dell'Altopiano di Asiago, che all'inizio del Novecento presero il mare per il Brasile. Era il nonno di mia nonna paterna e un'estate, dopo aver invano cercato i loro documenti, tutti bruciati insieme al Comune di Asiago durante la Prima Guerra Mondiale, andammo a cercare quelle radici sull'Altopiano.
C'era la leggenda metropolitana della parentela alla lontana con Salvador Dali', per via della quale mio zio paterno si fece crescere dei baffi assurdi, e c'era quella del feroce pirata Domenech, che in realta' avrebbe dovuto essere un corsaro sotto il comando dei fratelli Lafitte, attivi nel Golfo del Messico durante le Guerre Napoleoniche.
 
Mia nonna era l'altra fonte principale di storie incredibili, tipo quella del suo bisnonno, partito per la Terra del Fuoco a cercare fortuna e tornato dopo vent'anni senza un soldo, o quella di quando suo padre si gioco' i mobili di casa alle carte e sua madre lo butto' fuori di casa a calci, o ancora quella di quando durante un picnic lei e alcune sue amiche per poco non furono travolte da una mandria di mucche inferocite, e se la cavarono solo grazie alla sua prontezza di riflessi degna di Jurassic Parc.

Nella mia mente, mia nonna e i libri sono inestricabilmente legati.
Leggeva tantissimo, aveva sempre qualche libro in giro per la casa ed era una frequentatrice estremamente assidua della biblioteca rionale.
Quando avevo si'e no sette anni e mia sorella ne aveva a malapena cinque, mia nonna ci porto' a fare la tessera nella biblioteca appena aperta.
Mia nonna aveva la tessera 49, io la 50 e mia sorella la 51. Ci sentivamo pioniere.

Allora le tessere erano ancora di cartoncino sottile prestampate, da compilare con i dati del lettore, di quelle che si sgualcivano terribilmente nel portafoglio, i cataloghi erano scritti su index card consunte e riposti in schedari di ferro, e i prestiti dei libri venivano segnati non su un database inaccessibile, ma su dei cartoncini attaccati in fondo al libro, alla faccia della privacy.
Spesso, durante le mie peregrinazioni letterarie scovavo dei libri che mia nonna aveva letto prima di me, e siccome quello mi sembrava una garanzia di sicuro successo, li prendevo in prestito anche io.
A volte, per eliminare le attese, non appena trovavo uno dei suoi libri incustodito per casa, me lo sgraffignavo e lo iniziavo a leggere anche io, sempre facendo attenzione a non toglierle il segno.
Era normale trovare dei libri con due segnalibri a casa nostra. Sotto questo aspetto, convivevamo pacificamente.

Lei leggeva tantissimi gialli, di ogni tipo e, che ci crediate o no, visto che e' di una nonna che stiamo parlando, leggeva anche tantissimo fantasy. I suoi gusti letterari hanno inevitabilmente plasmato i miei.
E' stato affittando un libro che lei aveva gia' affittato prima che, alla verde eta' di 11-12 anni, ho scoperto le saghe di Dragonlance e dei Forgotten Realms.

Il mio primo romanzo di Forgotten Realms






E questo e' stato il mio primo romanzo di Dragonlance e forse il mio primo fantasy in assoluto

E' stato anche grazie al suo supporto morale che ho speso tutti i soldi delle mie prime paghette nei romanzi di Salgari editi dalla Biblioteca Economica Newton.

Si', proprio questi qui, perche' i pirati erano ben fighi anche prima di Pirati dei Caraibi
 Era una lettrice avida ed esperta, proprio per questo spesso anche lei, oltre a mia sorella, era la mia vittima designata quando si trattava di trovare una beta reader o qualcuno con cui discutere un'idea.

Mi sarebbe molto piaciuto farle leggere qualcosa di mio, qualcosa di compiuto e completo, e non solo qualche scarabocchio adolescenziale, ma la sorte ci ha riservato un finale diverso.

Purtroppo l'abbiamo salutata due anni fa questo giorno, alla partenza per il Grande Oltre.
Per il viaggio le abbiamo dato uno dei suoi libri preferiti, nel caso ci fosse fila all'ingresso dall'altra parte e si annoiasse, e il suo cellulare.

A volte la chiamo ancora.
Mi piace pensare che si stia divertendo troppo per rispondere.

Sit Tibi Terra Levis, Nonna.


martedì 16 giugno 2015

Entropia-Verse Approda nella Blogger League!

Con piu' di una settimana di ritardo (scusate...) Entropia-Verse e' ufficialmente approdato nella Blogger League, iniziativa volta ad ampliare la diffusione di blog che parlano di libri/di scrittura creativa.

Per maggiori informazioni, potete visitare il sito della creatrice a questo indirizzo:

http://whisperlavocedeltempo.blogspot.co.uk/2014/11/blogger-league.html?showComment=1434460396860#c359222635732887294

venerdì 12 giugno 2015

Entropia-Verse Approda Su Tumblr

Da qualche giorno, Entropia-Verse e' anche su Tumblr all'indirizzo http://secondgenerationimmigrant.tumblr.com/

Seguitemi per ispirazioni letterarie, brevi storie trovate qua e la', un po' di scienza (io lo faccio di lavoro) e un qualche occasionale sfogo a sfondo politico (perche' un essere senziente che non si interessa di politica noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile, parafrasando il buon Pericle).

Ci vediamo la'.

venerdì 5 giugno 2015

Il Ritorno degli Ittiti e Altre Meraviglie delle Biblioteche Pubbliche

Le biblioteche pubbliche sono senza dubbio le migliori amiche dei lettori compulsivi e dei solitari.
Un paio di anni fa, io ero entrambe le cose.

Quando mi sono trasferita per lavoro in Inghilterra, il mio compagno non mi ha potuto seguire immediatamente e quindi per un paio d'anni, i miei finesettimana per lo piu' vuoti sono stati scanditi da una ferrea routine di sessioni di Parkour in giro per la citta' e visite alla locale biblioteca pubblica.
Per mia fortuna, la biblioteca locale e' piuttosto ben fornita, con nuovi titoli, una vasta sezione di fantasy e addirittura una sezione di fumetti.

Un sabato, poco ispirata dalla scelta nelle sezioni di narrativa, mi sono intrufolata al piano di sopra, dove sono ospitati i titoli non-fiction, e sono finita a curiosare nella sezione di storia.

La prima cosa che ho notato e' che era piuttosto anomala. I titoli passavano dalla storia antica all'era napoleonica come se Medioevo e Rinascimento non esistessero, per poi balzare alle due Guerre Mondiali. In un cantuccio, alcuni libri sulla caduta della monarchia Stuart e l'epoca vittoriana sembravano quasi nascondersi.

La seconda cosa che ho notato era un libro: "Life and Society in the Hittite World" del professor Trevor Bryce, edito dalla Oxford University Press.

Life and Society in the Hittite World

A questo punto bisogna fare un passo indietro.
Quasi tutti nella vita prima o poi hanno una "fase egizia", per lo piu' da bambini, e per lo piu' subito dopo la "fase dinosauri".
La mia e' iniziata in tenera eta', con il libro "Miti e Leggende dal Mondo" che mia madre mi leggeva come se fosse un libro di fiabe da bambina, anche se le storie che conteneva non erano esattamente kid-safe (ma cosa volete che sia un po' di smembramento tra esseri mitologici, in fondo...?).

 Per mia sorella, questa fase si e' smorzata parecchio per via del film "La Mummia" e di tutti i simpatici insettini saprofagi ivi contenuti...


... si', proprio questi, nel caso ve li foste dimenticati...

Per me in realta' la "fase egizia" non e' mai finita e tuttora leggo avidamente tutto quello che riesco a trovare sull'Antico Egitto.
Questa mia passione era stata alimentata abbondantemente, tra elementari e medie dall'uscita in libreria di diverse serie di libri di argomento storico ambientati durante diversi periodi della storia egizia.
La piu' famosa di queste serie e' probabilmente la saga in cinque libri che Christian Jacq dedico' a Ramesse II.
E' nel terzo libro della saga, La Battaglia di Kadesh, che faccio per la prima volta conoscenza con gli Ittiti.


A beneficio di chi non l'abbia letto, il succo della trama e' questo: dopo traversie diplomatiche e politiche varie, l'Impero Ittita e quello Egizio scendono in guerra e se le suonano di santa ragione in quel di Kadesh, in Siria. Gli Ittiti conquistano un vantaggio iniziale grazie ad uno stratagemma ideato da Hattusili, fratello minore del Gran Re Ittita Muwatalli, ma Ramesse riguadagna il sopravvento grazie alla sua tremenda fighezza e all'aiuto del dio Amon. Il tutto finisce in un sanguinoso pareggio.

Siccome queste cose sono avvenimenti storici che sono successi circa 3200 anni fa, ed e' tutto su Wikipedia, non e' neanche uno spoiler.

In quel frangente, gli Ittiti erano gli antagonisti, scalciaculici ma non troppo, per non eclissare la tremenda fighezza del buon Ramesse, e in quanto tali non mi avevano entusiasmato troppo.

A quasi vent'anni di distanza e in un libro dedicato interamente a loro, gli Ittiti mi sembravano molto piu' interessanti e vividi, un popolo complesso, dalla storia piena di battaglie, conquiste e colpi di scena, nonche' abbastanza backstabbing da fare invidia a Game of Thrones.
Ce n'era piu' che abbastanza per farmi venire voglia di cercare un altro libro su di loro... E poi un altro... E poi un altro ancora...
E poi andare su academia.edu e leggermi tutto il leggibile sugli Ittiti.

Alla fine di questa "reading spree", mi ero divorata, nell'ordine:

piu' diversi pezzi di libri sull'argomento recuperati su Google Books, diversi articoli su academia.edu e anche un documentario turco.
Letteralmente tutto quello che riuscivo a trovare che avesse una minima attinenza con l'argomento.


Gli Ittiti erano saldamente ascesi al ruolo di "popolo antico preferito" a pari merito con gli Egizi, a cui la loro storia era cosi' strettamente legata.

Nel frattempo, avevo scoperto che Sargon il Grande era il Chuck Norris dell'antichita', pietra di paragone della fighezza, ma che diversi Gran re Ittiiti lo avevano battuto al suo stesso gioco, tipo Hattusili I, che marcio' per piu' di 2000 km da Hattusa (vicino ad Ankara in Turchia) fino a Babilonia (dalle parti di Baghdad) con il solo proposito di spaccare cooli, e poi se ne torno' indietro (il Professor Eric H Cline ha definito questa impresa "the longest drive-by shooting in History"), che i Gran Re dei vari imperi dell'epoca tra loro si chiamavano "fratello", come se fossero dei rapper e si scrivevano lunghe lettere passivo-aggressive per motivi diplomatici, e anche che una autrice giapponese aveva disegnato un manga sulla storia del buon Mursili II, una cosa un po' sullo stile di InuYasha, dove una ragazza del liceo giapponese finisce indietro nel tempo, ma sorprendentemente accurata dal punto di vista storico.

Alla fine della mia "spree", in biblioteca era comparso anche  In Search of the Trojan War, Updated edition e da li' il mio amore per gli Ittiti e' stato rafforzato anche dalla mia passione per i Classici.
"E cosa c'entra la guerra di Troia con gli Ittiti?" vi chiederete.
C'entra che Wilusa (Ilios, con lo spirito aspro per caduta del digamma iniziale) e Taruisa erano citta' vassalle degli Ittiti, che un contingente di carristi dei Drdny (gli Egizi non scrivevano le vocali) si e' fatto rompere le corna dagli Egizi a Kadesh, e che il buon vecchio Muwatalli II aveva stretto un trattato di vassallaggio con un tale Alaksandu, re di Wilusa, che forse e' l'origine storica di Paride/Alessandro, che per aver pensato col pistolino piu' che con la testa, tante sventure porto' ai Dardani.
Il cartoonist Eric Shanower ha esplicitamente usato fonti archeologiche Ittite per i personaggi Troiani nel suo meraviglioso fumetto Age of Bronze.

Nel corso del viaggio, avevo ri-incontrato i personaggi toccati dalla saga di Ramses. Considerati di per se' stessi, erano molto piu' interessanti.
In particolare, in breve tempo il mio preferito era diventato Mursili III.

Questa e' da Guardians of the Galaxy, ma rende l'idea...
Nessuno lo chiamava cosi', nemmeno i suoi parenti.
Soprattutto non i suoi parenti.
Mentre i nomi "di battesimo", per cosi' dire, dei Gran Re Ittiti sono per lo piu' conosciuti solo dagli specialisti, e tutti si riferiscono a loro con il loro nomi di incoronazione in neshita, per il povero Mursili III e' vero il contrario, ed e' in realta' molto piu' conosciuto con il suo nome hurrita Urhi-Teshub.
Figlio di secondo rango del Gran Re Muwatalli II (il che voleva dire che non era figlio della sua moglie preferita, o in altre parole che era praticamente un bastardo), nella saga di Ramses era rappresentato come un rozzo e arrogante coglione, che si meritava ampiamente quello che gli era capitato, ma dalle fonti emerge un personaggio molto piu' simpatico e sfigato.
Davvero, questo tizio era uno sfigato cronico, uno di quei personaggi il cui character developmente e' fatto di sofferenza ed umiliazione.
State a vedere:

Non altrettanto popolare quanto suo zio Hattusili, a cui suo padre Muwatalli aveva lasciato i territori settentrionali come Viceregno, si era ritrovato a dover tenere a bada sia gli Egizi (desiderosi di dimostrare la loro superiorita' militare dopo lo stallo di Kadesh) che gli Assiri (che volevano farsi strada verso il Mediterraneo), nonche' la corte - gia' piuttosto Sfigato

Hattusili e' una figura ingombrante, stimato comandante militare, vicere' di Hakpis e Nerik, sacerdote di Ishtar e influente a corte. Gli screzi non mancano perche' e' piuttosto ovvio che la divisione del regno operata da suo padre ha lasciato Urhi-Teshub re a meta'. La cosa non gli garba affatto, cosi' come non garba a quella vecchia volpe di suo zio.
Prevedibilmente, scoppia una guerra civile.

Il suo fratellino minore Kurunta si schiera con lo zio che lo ha allevato, suo zio Masturi del Seha River Land ad una richiesta di aiuto militare risponde che "non si scomodera' per un bastardo". - Sfigato

E questa e' da Game of Thrones
Urhi-Teshub attacca i territori del Nord, ma viene ostacolato dal clima incelemente e dal territorio ostile, fermato nella sua avanzata e poi tradito da vassalli doppiogiochisti e catturato. - Decisamente Sfigato

Hattusili, diventato Gran Re, lo spedisce in esilio in Nuhhasse (da qualche parte in Siria - Sfigato), ma il nostro eroe non si arrende (Figo) e scrive al Gran Re di Babilonia, di cui aveva sposato una figlia, e progetta la fuga, ma viene ribeccato, probabilmente grazie ad una soffiata del suocero. - doppiamente Sigato

A questo punto, Hattusili lo fa spedire in esilio da un'altra parte, in una fortezza costale probabilmente in Kizzuwatna (Cilicia), e guardato a vista. - Sfigato
Non si sa come, il nostro eroe riesce a battersela anche da li'. - no, qui e' un Figo, invece

E' possibile che abbia dovuto fare qualcosa del genere.
Questi tipi sono a Mazatlan, in Messico - da sito tourpal.com


Alla fine arriva in Egitto, alla corte del buon vecchio Ramesse, che lo usa come deterrente contro Hattusili.
Li' si perdono le sue tracce.
Alcuni documenti fanno pensare che possa essere fuggito ancora (per la serie, Jean Valjean ci fa una grossissima pippa), mentre alcune iscrizioni fanno pensare che uno dei suoi figli, di nome Hartapu, possa aver fregato il regno allo zio Kurunta (quello stronzo), ma in realta' nessuno sa bene che fine abbia fatto.

Se avete letto i miei precedenti post, sapete bene che questa frase du cui sopra e' praticamente un invito a nozze per me, quindi aspettatevi qualche storia Ittita, prossimamente.

Nell'attesa, beccatevi un'immagine della battaglia di Kadesh dell'illustratore Giuseppe Rava.

Gli Ittiti sono quelli in tre sul carro, e il buon vecchio Ramesse e' vagamente alterato...