Info su Cookies

sabato 20 giugno 2015

In Realta' E' Tutta Colpa di Mia Nonna

All'inizio di quella genialata di film che e' "The Grand Budapest Hotel", la voce narrante dell'Autore dice che la maggior parte delle volte gli scrittori non inventano le loro storie, ma che spesso invece sono le storie a trovare loro perche' le persone sono piu' inclini a raccontare le loro vicende ad uno scrittore.

Se non l'avete guardato, fatelo. E' geniale.
 In realta', secondo me, le storie trovano tutti.
La differenza e' che lo scrittore, o il narratore piu' in generale, sa farne tesoro e dar loro nuova vita, mentre le persone normali le sprecano, lasciandole morire.

Nella mia famiglia sono sempre circolate parecchie storie pazze e a volte palesemente inventate su bisnonni e trisnonni che nessuno aveva mai conosciuto.

Mio padre era uno dei principali spacciatori di aneddoti su antenati bizzarri.
C'era un trisnonno napoletano, che leggenda vuole calzolaio per l'ultimo re Borbone di Napoli, costretto ad emigrare in Brasile per via delle intemperanze del cognato anarchico.
C'era un'ereditiera marsigliese, scappata col giardiniere con estremo scorno della famiglia.
C'erano un ingegnere ferroviario di Treviso e la sua moglie Cimbra dell'Altopiano di Asiago, che all'inizio del Novecento presero il mare per il Brasile. Era il nonno di mia nonna paterna e un'estate, dopo aver invano cercato i loro documenti, tutti bruciati insieme al Comune di Asiago durante la Prima Guerra Mondiale, andammo a cercare quelle radici sull'Altopiano.
C'era la leggenda metropolitana della parentela alla lontana con Salvador Dali', per via della quale mio zio paterno si fece crescere dei baffi assurdi, e c'era quella del feroce pirata Domenech, che in realta' avrebbe dovuto essere un corsaro sotto il comando dei fratelli Lafitte, attivi nel Golfo del Messico durante le Guerre Napoleoniche.
 
Mia nonna era l'altra fonte principale di storie incredibili, tipo quella del suo bisnonno, partito per la Terra del Fuoco a cercare fortuna e tornato dopo vent'anni senza un soldo, o quella di quando suo padre si gioco' i mobili di casa alle carte e sua madre lo butto' fuori di casa a calci, o ancora quella di quando durante un picnic lei e alcune sue amiche per poco non furono travolte da una mandria di mucche inferocite, e se la cavarono solo grazie alla sua prontezza di riflessi degna di Jurassic Parc.

Nella mia mente, mia nonna e i libri sono inestricabilmente legati.
Leggeva tantissimo, aveva sempre qualche libro in giro per la casa ed era una frequentatrice estremamente assidua della biblioteca rionale.
Quando avevo si'e no sette anni e mia sorella ne aveva a malapena cinque, mia nonna ci porto' a fare la tessera nella biblioteca appena aperta.
Mia nonna aveva la tessera 49, io la 50 e mia sorella la 51. Ci sentivamo pioniere.

Allora le tessere erano ancora di cartoncino sottile prestampate, da compilare con i dati del lettore, di quelle che si sgualcivano terribilmente nel portafoglio, i cataloghi erano scritti su index card consunte e riposti in schedari di ferro, e i prestiti dei libri venivano segnati non su un database inaccessibile, ma su dei cartoncini attaccati in fondo al libro, alla faccia della privacy.
Spesso, durante le mie peregrinazioni letterarie scovavo dei libri che mia nonna aveva letto prima di me, e siccome quello mi sembrava una garanzia di sicuro successo, li prendevo in prestito anche io.
A volte, per eliminare le attese, non appena trovavo uno dei suoi libri incustodito per casa, me lo sgraffignavo e lo iniziavo a leggere anche io, sempre facendo attenzione a non toglierle il segno.
Era normale trovare dei libri con due segnalibri a casa nostra. Sotto questo aspetto, convivevamo pacificamente.

Lei leggeva tantissimi gialli, di ogni tipo e, che ci crediate o no, visto che e' di una nonna che stiamo parlando, leggeva anche tantissimo fantasy. I suoi gusti letterari hanno inevitabilmente plasmato i miei.
E' stato affittando un libro che lei aveva gia' affittato prima che, alla verde eta' di 11-12 anni, ho scoperto le saghe di Dragonlance e dei Forgotten Realms.

Il mio primo romanzo di Forgotten Realms






E questo e' stato il mio primo romanzo di Dragonlance e forse il mio primo fantasy in assoluto

E' stato anche grazie al suo supporto morale che ho speso tutti i soldi delle mie prime paghette nei romanzi di Salgari editi dalla Biblioteca Economica Newton.

Si', proprio questi qui, perche' i pirati erano ben fighi anche prima di Pirati dei Caraibi
 Era una lettrice avida ed esperta, proprio per questo spesso anche lei, oltre a mia sorella, era la mia vittima designata quando si trattava di trovare una beta reader o qualcuno con cui discutere un'idea.

Mi sarebbe molto piaciuto farle leggere qualcosa di mio, qualcosa di compiuto e completo, e non solo qualche scarabocchio adolescenziale, ma la sorte ci ha riservato un finale diverso.

Purtroppo l'abbiamo salutata due anni fa questo giorno, alla partenza per il Grande Oltre.
Per il viaggio le abbiamo dato uno dei suoi libri preferiti, nel caso ci fosse fila all'ingresso dall'altra parte e si annoiasse, e il suo cellulare.

A volte la chiamo ancora.
Mi piace pensare che si stia divertendo troppo per rispondere.

Sit Tibi Terra Levis, Nonna.


Nessun commento:

Posta un commento