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mercoledì 19 agosto 2015

Tut TV Series - Che fine hanno fatto gli Ittiti?

Ultimamente sto guardando la serie TV Tut, prodotta dal canale americano Spike, e devo dire che mi piace molto. Gli attori sono bravi e il casting è relativamente sensato (cioè almeno non ci sono bistecconi americani biondi e con la fossetta a recitare personaggi egizi), i costumi sono bellissimi e anche le scenografie, e c'è anche un certo tasso di avennenza maschile e femminile, il che non guasta mai.

Mi riferivo a questi due in particolare...
Purtroppo però io sono un' appassionata di egittologia e un' assoluta Late Bronze Age Nerd, ed essendomi letta tutto quello su cui sono riuscita a mettere le mani a proposito delle relazioni internazionali durante questo periodo, continuo a trovare piccole o grandi incongruenze che mi fanno un effetto simile a quello della puntina che scivola sul giradischi durante una canzone.

Senza spoilers, la serie è incentrata sugli intrighi di potere alla corte di Tutankhamon e sulle macchinazioni del Visir Ay, del generale Horemheb e della Grande Sposa Reale Ankhesenamun, sullo sfondo di un periodo storico tormentato, caratterizzato da epidemie e scontri alla frontiera in Amurru. Il nemico esterno è il regno di Mitanni, rappresentato dal re Tushratta e da suo figlio (presumibilmente Shattiwaza, che pero' forse era un fratello di Tushratta, ma chissa').

Ora, il regno di Mitanni, o Hanigalbat per gli Assiri, o Naharin per gli Egizi, è veramente esistito.
Si trattava di un impero effimero, durato circa quattro secoli. Sorto nella zona dell'odierna Siria/Kurdistan, dove era situata la capitale Washshukanni, nel suo periodo di massimo splendore il suo territorio si estendeva fino ad Aleppo in Siria e confinava con l'Egitto e con l'impero Ittita.
La popolazione era di lingua hurrita (una lingua né indoeuropea né semitica che si scriveva in cuneiforme), ma la classe dominante, nobili e cavalieri dai veloci e rinomati cavalli, era d'importazione ed in origine doveva parlare una lingua Indo-Ariana.

Da Wikipedia, questa mappa illustra la situazione all'inizio del regno di Akhenaten (il babbo di Tutankhamon)
 I Mitanni sono un popolo ancora meno mainstream degli Ittiti, ed è giusto che abbiano il loro momento sulla ribalta, ma ci sono diversi problemi nel contesto della serie.
Il primo è che, il casting di Re Tushratta e del principe secondo me non e' davvero storicamente accurato, perché i due attori scelti per rappresentarli (ancorché super-gnocchi e capaci) sono afro-discendenti e questo non si accorda molto bene con quello che l'evidenza storica ci dice a riguardo della popolazione Mitanni. E poi quando penso a Shattiwaza di Mitanni, io ho in mente questa immagine,

Dal manga Red River, che merita tantissimo

che nella vita reale si tradurrebbe probabilmente in questo,
Foto di Francisco Martins, dal suo Flickr
e quindi tutto il resto è noia...

In secondo luogo, ancorché non sia ancora stata rinvenuta, la capitale Wahshukanni doveva essere piuttosto monumentale, perché il Re del Mitanni era uno dei Gran Re della Tarda Età del Bronzo, una specie di circolo esclusivo a cui potevano accedere solo i regnanti più potenti ed influenti (Egitto, Babilonia e Mitanni dapprima, poi Egitto, Babilonia e Hatti con poi l'aggiunta di Assiria e Ahhiyawa) in cui si trattava fine diplomazia e si scambiavano fiumi di corrisponsdenza passivo-aggressiva, come spiegato dal Prof. Trevor Bryce nel suo libro Letters of the Great Kings of the Ancient Near East.



Non era facile accedervi e c'erano certi standard di appartenenza. Per fare un esempio, il Re degli Assiri ha a lungo penato per essere ammesso, nonostante avesse sconfitto gli Ittiti in battaglia e il re di Alasiya (Cipro) non era nemmeno mai stato considerato.
Nella serie, invece, l'unica città Mitanni visibile è una specie di castelletto in mezzo al deserto, in un punto imprecisato vicino alle piramidi e Amurru, che teoricamente sarebbe parte dell'odierna Siria, è quasi attaccato a Tebe per preservare l'unità di tempo, di luogo e di azione tanto cara a Manzoni.

Inoltre gli sceneggiatori mettono sul tavolo il plot point di un matrimonio diplomatico: una cugina di Tutankhamon deve essere spedita in moglie per il figlio di Tushratta (o forse Tushratta stesso, IDK).
Ecco, questa è una cosa che storicamente non sarebbe mai potuta accadere, perché gli Egizi, almeno fino a tutto il Nuovo Regno, avevano un'esplicita politica di non mandare mai in sposa agli stranieri le loro figlie o sorelle. Il Re d'Egitto poteva sposare donne straniere (e lo faceva spesso senza problemi, a volte anche più di una alla volta), ma i Re stranieri non potevano sposare donne della famiglia reale egizia, per nessun motivo. Questo è esplicitamente communicato per lettera da Amenhotep III a Kadashman-Enlil I di Babilonia, come ricordato da Alan R Schulman nel suo articolo "Diplomatic Marriage in the Egyptian New Kingdom", pubblicato su Journal of Near Eastern Studies nel 1979.

Infine, tutta la trama con i Mitanni non sarebbe mai potuta accadere. I Mitanni, infatti, avevano ben altro per la testa che piantare grane agli egizi, all'epoca. Prima di tutto, i due regni erano in buoni rapporti diplomatici, sigillati anche dal matrimonio di Amenhotep III (il nonno di Tut) e forse anche di Akhenaten (il babbo di Tut) a principesse Mitanni, Gilukhipa e Tadukhipa, rispettivamente sorella e figlia di Tushratta, e poi all'epoca i Mitanni avevano altri problemi a cui pensare.
Infatti sul trono del Hatti era salito Suppiluliuma I

Suppiluliuma I in un fermo immagine dal documentario turco "the Hittites"
e come potete intuire dall'aria da metallaro di cattivo umore del soggetto (sembra Pino Scotto),

Questo e' Pino Scotto durante un concerto nel 2012, da breakindown.it
era uno che spaccava culi e tirava giù i nomi.

Il regno di Mitanni, già indebolito dalle lotte di successione finanziate da Ittiti ed Assiri, da cui era uscito vincitore il buon vecchio Tushratta, si scontra in Siria con gli Ittiti, super-galvanizzati dal loro cazzutissimo re e dai di lui 5 figli maschi, le prende fortemente, perde Aleppo e Karkemish e ripiega. Scoppia una violenta lotta per il trono (di nuovo) e il principe Shattiwaza scappa dagli Ittiti con la coda tra le gambe e sì e no i vestiti che aveva addosso, mentre Artatama II, prende il trono.
Gli Ittiti sono così gentili da mandare una spedizione a rimettere Shattiwaza sul trono, ma il Mitanni diventa uno stato vassallo del Hatti, come stipulato in questo trattato e perde ogni importanza internazionale. Tempo un secolo e verrà assorbito dagli Assiri durante il regno di Mursili III o poco più tardi.

Nel frattempo l'ottimo (o pessimo a seconda dei punti di vista) Suppilulima I, archiviati i Mitanni, si dedicava a malmenare/subornare i vassalli degli Egizi in Amurru e zone limitrofe, approfittando del fatto che Akhenaten non fosse particolarmente versato in politica estera per farli passare dalla sua parte.
Questi problemi sono ben documentati dalle cosiddette Lettere di Amarna, tavolette dell'archivio diplomatico egizio trovate nella capitale Akhetaten (odierna El Amarna), che fu abbandonata alla fine del regno di Akhenaten.

È legittimo pensare che Tutankhamon, il suo successore, piuttosto che con i poveri, malconci Mitanni, abbia avuto a che fare con loro, in una tendenza storica che si mantiene a fasi alterne lungo i regni di Ay, Horemheb, Ramesse I, Seti I e Ramesse II, finché, dopo aspre battaglie, anche questa linea di scontro viene chiusa da un trattato

Una tavoletta di argilla con una bozza del trattato, da Wikimedia Commons

ed un matrimonio.

Sempre dal manga Red River (che pur essendo un manga e' piu' accurato storicamente della serie)


Io sinceramente non capisco perché gli sceneggiatori abbiano fatto i salti mortali per infilare i Mitanni nella serie, quando esistono molte più fonti documentali e iconografiche sugli Ittiti e sarebbe anche stato più corretto storicamente introdurre loro come avversari, ma non sono uno sceneggiatore di Holliwood, quindi probabilmente la cosa rimarrà per me un mistero.

Voi cosa ne pensate invece? Vi piace la serie?
E Tut, non sembra un po'Aladdin?

Fatemi sapere nei commenti.

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